La successione
- I soldi del piano, un giorno, passano ad altri; vale la pena saperlo prima.
- Franchigie e aliquote cambiano con il grado di parentela.
- Un elenco dei conti, scritto e aggiornato, evita mesi di ricerche agli eredi.
I soldi del piano, un giorno, possono non essere più tuoi. Scrivere un piano di vent’anni senza chiedersi a chi arriva è lasciare metà del lavoro. La successione italiana ha franchigie e aliquote diverse secondo il grado di parentela. Non è la stessa imposta per tutti e non è il 26% del dossier: è un’altra tassa, su un altro fatto, il passaggio.
| Erede | Franchigia | Aliquota oltre la franchigia |
|---|---|---|
| Coniuge e figli | 1.000.000 € a testa | 4% |
| Fratelli e sorelle | 100.000 € a testa | 6% |
| Altri parenti fino al 4° grado | nessuna | 6% |
| Estranei | nessuna | 8% |
| Persone con disabilità grave (L. 104) | 1.500.000 € | l’aliquota del grado |
Esempi: un padre lascia 300.000 euro a due figli. Ognuno riceve 150.000, molto meno di un milione: imposta zero. Una persona lascia 250.000 euro al fratello: (250.000 − 100.000) × 6% = 9.000 euro. Una persona lascia 50.000 euro a un amico: 50.000 × 8% = 4.000 euro.
I titoli di Stato sono esclusi dall’imposta di successione. Le polizze vita di ramo I spesso restano fuori dall’asse ereditario: va verificato sul contratto, non dato per vero perché “di solito è così”. Se nell’eredità ci sono immobili, si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale.
Un conto in dichiarativo, spesso con sede all’estero, ha in più un passo. Quello che c’è va dichiarato (quadro RW) e gli eredi devono sapere che esiste. Il report del conto serve al commercialista o al CAF, per la dichiarazione dei redditi e, quando serve, per la successione. Non si ricostruisce dal grafico.
Scrivi, e tieni in un posto che gli eredi conoscono, un foglio con: dove hai conti e polizze (banche, broker, fondo pensione), come si accede (non le password, ma dove stanno), il nome del commercialista, e dove sono i documenti. Chi eredita un conto estero senza sapere che c’è, spesso lo scopre mesi dopo, in ritardo sugli obblighi.
Gli errori più comuni
- Non dire a nessuno dove sono i conti.
- Pensare che l’eredità sia tassata come il guadagno in borsa.
- Dimenticare il fondo pensione, che ha regole proprie in caso di decesso.
Una perdita su un ETF non si compensa con un guadagno su un altro ETF: la plusvalenza su ETF armonizzati è reddito di capitale, la minusvalenza è reddito diverso. Vale anche nell’anno in cui il conto cambia mano.
In una frase: un piano lungo si scrive anche pensando a chi lo riceve; l’imposta dipende dal grado di parentela e un foglio con l’elenco dei conti vale più di un consiglio.