Rischio broker e tutele
- Il rischio non è solo il mercato: c’è anche chi custodisce i titoli.
- Tre protezioni diverse: separazione dei titoli, indennizzo, garanzia dei depositi.
- Leva e CFD sono un altro mestiere: nel percorso non entrano.
Fin qui il rischio è stato quello del mercato: i prezzi che scendono. C’è un altro rischio, più raro: che la società che custodisce i tuoi titoli abbia dei problemi. Chi usa un conto estero in dichiarativo, in particolare, dovrebbe saperlo. Non è complicato.
La separazione dei titoli. Gli ETF e le azioni che compri non sono del broker: sono tuoi, tenuti in un conto separato dal suo patrimonio. Se il broker fallisce, i titoli di norma non finiscono tra i beni da dividere tra i creditori; il problema può essere il tempo per riaverli.
L’indennizzo degli investitori. In Unione Europea esistono sistemi di indennizzo che coprono i clienti quando un intermediario non riesce a restituire titoli o somme. Di norma la copertura arriva fino a 20.000 euro per cliente, ma dipende dal paese del broker e dal tipo di società. Si verifica sul sito del broker, non si assume.
La garanzia dei depositi. La liquidità sul conto, se il broker è una banca, è coperta dal sistema di garanzia dei depositi fino a 100.000 euro per depositante. Se non è una banca, non vale.
| Protezione | Cosa copre | Fino a quanto (di norma) |
|---|---|---|
| Separazione dei titoli | I titoli in custodia | Tutto, ma con tempi |
| Indennizzo investitori | Titoli o somme non restituiti | Circa 20.000 € per cliente |
| Garanzia dei depositi | Liquidità su conto di una banca | 100.000 € per depositante |
Un ETF non è dell’emittente: è un patrimonio separato. Se la società che lo ha creato ha problemi, il fondo continua. Un ETF sintetico (con swap) ha in più il rischio della controparte del contratto. Un ETF a replica fisica no. Per questo, a parità di altri controlli, la replica fisica è più semplice.
Su alcune piattaforme, come eToro, “leva 1” significa comprare l’asset reale. Con leva superiore a 1, di solito si tratta di derivati (CFD): non tieni il titolo, tieni un contratto che ne imita il movimento, moltiplicato. Le stesse piattaforme sono tenute a dichiarare che la maggioranza dei conti al dettaglio in CFD perde denaro. Il copy trading, cioè copiare le operazioni di un altro, non elimina il rischio: copi un metodo, con i suoi cali, e non è garantito che il passato si ripeta. Nel percorso, leva e CFD non entrano.
Rendimenti garantiti, pressioni a decidere in fretta, un “consulente” che ti contatta per primo, richieste di mandare soldi su conti non intestati alla società: sono campanelli. Prima di versare si controlla che l’intermediario sia autorizzato (sul sito della CONSOB c’è l’elenco degli intermediari autorizzati e dei siti oscurati). Nessun rendimento è garantito: se te lo promettono, è un segnale.
Gli errori più comuni
- Dare per scontato che “il broker sia come una banca”.
- Concentrare tutto su un solo intermediario senza sapere cosa lo tutela.
- Cercare rendimenti alti con leva e CFD.
In una frase: oltre al rischio di mercato c’è quello di chi custodisce i titoli; si conoscono le tutele del proprio broker prima di versare.