Autonomi e partita IVA
- Chi è autonomo non ha TFR né contributo del datore.
- Servono un fondo di emergenza più grande e una regola per i mesi irregolari.
- Prima si accantonano tasse e contributi, poi si decide il resto.
Il corso finora parlava a un dipendente: stipendio fisso, TFR, contributo dell’azienda. Se sei in partita IVA il quadro cambia. I soldi non arrivano uguali ogni mese, le tasse non le trattiene nessuno, e nel fondo pensione non c’è nessuno che aggiunge qualcosa. Non è una condizione peggiore: è diversa, e va gestita con regole sue.
Su ogni fattura incassata, una parte non è tua: sono le imposte e i contributi. Quanta dipende dal regime (forfettario, ordinario), dalla cassa previdenziale e dalla tua situazione. Il commercialista ti dà una percentuale, spesso fra il 25% e il 40%. La regola è semplice: appena incassi, quella parte va su un conto a parte, e non si tocca.
Esempio: incassi 2.500 euro. Accantoni il 30% per imposte e contributi: 750 euro. Restano 1.750 euro netti, su cui fare il foglio.
Quando i ricavi variano, il foglio del mese non basta. Si usa una regola: ti dai uno “stipendio” fisso, pari alla media dei dodici mesi più bassi (o appena sotto), e lo trasferisci ogni mese dal conto professionale a quello personale. Nei mesi buoni, l’eccedenza resta sul conto professionale e riempie il cuscinetto. Nei mesi cattivi, il cuscinetto copre la differenza.
| Dipendente | Autonomo | |
|---|---|---|
| Entrata | Fissa | Variabile |
| Tasse | Trattenute | Da accantonare |
| TFR | Sì | No |
| Contributo del datore al fondo | Spesso sì | No |
| Fondo di emergenza consigliato | 3 mesi di uscite | 6 mesi (o più) |
Senza TFR e senza datore, la pensione complementare dipende solo da te. Si può usare un fondo pensione aperto o un piano individuale pensionistico. Il tetto di deduzione è quello generale (5.300 euro dal 2026). Attenzione al regime forfettario: l’imposta si calcola applicando un coefficiente ai ricavi, quindi di norma i versamenti al fondo pensione non si deducono, e il vantaggio fiscale viene meno. Il fondo pensione resta uno strumento previdenziale, ma conviene confrontarlo con un piano in ETF e chiedere al commercialista.
Gli errori più comuni
- Considerare tutti i ricavi come reddito disponibile.
- Tenere un fondo di emergenza da tre mesi con entrate irregolari.
- Versare nel fondo pensione senza sapere se la deduzione vale nel tuo regime.
In una frase: da autonomo si accantona prima, ci si paga uno stipendio fisso e il cuscinetto è il doppio.