Il fondo di emergenza e quando non versare
- Il fondo sta fermo, su un conto, ed è garantito fino a 100.000 euro per banca.
- Se un mese l’avanzo è zero o negativo, il versamento si ferma: non è un fallimento.
- Il mese dopo si riprende con la cifra normale, senza raddoppiare.
Nella lezione 1 abbiamo detto che il fondo di emergenza sta su un conto che non oscilla. Qui vediamo dove, e cosa fare quando si usa. E vediamo l’altro lato della medaglia: il piano di accumulo ha fama di macchina che non si ferma mai. Si versa ogni mese qualunque sia il prezzo. Questa è la regola giusta quando l’avanzo c’è. Non lo è quando l’avanzo è zero.
Dove tenere il fondo
Va bene un conto corrente o un conto deposito libero (non vincolato). In Italia i depositi sono coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Va bene anche una piccola parte in titoli di Stato a brevissima scadenza (BOT), a patto di poterli vendere in pochi giorni. Non va bene un ETF azionario: il giorno della caldaia potrebbe valere il 20% in meno. Il rendimento è l’ultimo dei criteri. Il fondo deve esserci, punto. I BOT non sono equivalenti a un deposito libero se venduti prima della scadenza: il prezzo può essere diverso da quello di acquisto.
Quando non si versa
Torniamo a Marta. Stipendio 1.800, uscite 1.300, avanzo 500. Un mese la caldaia salta e le uscite diventano 1.900: l’avanzo è −100. Se Marta versa lo stesso i 200 euro del piano, si indebita di 300 oppure svuota il fondo di emergenza. Il piano può aspettare un mese. Il fondo no, perché lo sta usando per il motivo per cui esiste.
| Mese | Avanzo | Versamento nel piano |
|---|---|---|
| Ordinario | +500 | 200 (se il fondo è pieno) |
| Mese della caldaia | −100 | 0 |
| Mese dopo, foglio di nuovo in pari | +500 | 200, non 400 |
Fermare un versamento non è abbandonare il metodo. Significa distinguere il ritmo dal principio. Il principio è: si investe ciò che non serve. Il ritmo è: di solito ogni mese. Se un mese non avanza, il ritmo si piega. Chi continua “per non perdere l’abitudine” sta pagando l’abitudine con i soldi sbagliati.
Se il fondo è stato usato, si ricostruisce prima di riprendere il piano: l’avanzo va al fondo finché torna a 3 mesi. Poi si riparte con la cifra normale, non con una cifra doppia per recuperare. Raddoppiare per senso di colpa è un versamento unico travestito, fatto proprio quando il foglio è appena tornato in ordine. Il mercato non ti deve il mese che hai saltato.
Gli errori più comuni
- Tenere il fondo in un ETF “per non perderci sull’inflazione”.
- Continuare a versare nel piano mentre il fondo è sotto la soglia.
- Raddoppiare il versamento del mese dopo per “rimettersi in pari”.
In una frase: il fondo sta fermo e c’è il giorno in cui serve; il piano si ferma quando non avanza, e riparte con la cifra normale.