Un anno intero: dal foglio al piano, a un anno brutto
- Un esempio completo, passo passo, con Marta.
- Si vede come i pezzi del percorso lavorano insieme.
- I numeri sono inventati; il metodo no.
Mettiamo insieme tutto con un esempio. Marta, 30 anni, dipendente, stipendio netto 1.800 euro, uscite 1.300, avanzo 500. Non ha debiti cari.
Il fondo di emergenza di Marta è 3 × 1.300 = 3.900 euro. Con 500 euro di avanzo ci mette quasi otto mesi. In quei mesi, un bonifico automatico il giorno dello stipendio sposta 500 euro sul conto deposito. Non investe nulla. Ogni tanto controlla il foglio. Se un mese l’avanzo è meno, il bonifico scende. Il suo patrimonio netto, in quei mesi, cresce di 500 al mese.
A cuscinetto pieno, Marta scrive il piano. Domanda a freddo: “Se il mio piano scende del 30%, lo lascio stare?” Prova con 10.000 euro che diventano 7.000. Risponde di sì, ma con un’esitazione sul 100% in azioni. Sceglie 60 in azioni e 40 in obbligazioni, il piano “equilibrato” della lezione 22. Scrive la frase con la data. Divide l’avanzo di 500 euro: 200 nel piano lungo, 150 per la macchina tra due anni (su un conto deposito), 150 di cuscinetto per imprevisti e desideri.
| Voce | Importo mensile | Dove |
|---|---|---|
| Piano lungo (PAC) | 200 € | 120 € ETF azionario mondiale, 80 € ETF obbligazionario |
| Obiettivo con data (macchina) | 150 € | Conto deposito |
| Cuscinetto | 150 € | Conto corrente |
| Frase a freddo | — | Scritta, con la data |
Marta versa 200 euro al mese per dodici mesi: 120 nel fondo azionario e 80 nell’obbligazionario, che nell’esempio resta fermo. Il prezzo del fondo azionario parte da 100, scende fino a 70 al quinto mese (−30%), poi risale lentamente fino a 95 a fine anno. Un anno brutto, in cui l’ETF azionario chiude ancora sotto del 5%.
| Mese | Prezzo ETF azionario | Versato | Valore del piano | Rispetto al versato |
|---|---|---|---|---|
| 1 | 100 | 200 | 200 | 0% |
| 2 | 95 | 400 | 394 | −2% |
| 3 | 85 | 600 | 569 | −5% |
| 4 | 75 | 800 | 731 | −9% |
| 5 | 70 | 1.000 | 903 | −10% |
| 6 | 72 | 1.200 | 1.118 | −7% |
| 7 | 78 | 1.400 | 1.371 | −2% |
| 8 | 82 | 1.600 | 1.612 | +1% |
| 9 | 85 | 1.800 | 1.848 | +3% |
| 10 | 88 | 2.000 | 2.088 | +4% |
| 11 | 92 | 2.200 | 2.346 | +7% |
| 12 | 95 | 2.400 | 2.594 | +8% |
Al quinto mese, quando il prezzo è a −30%, Marta vede −10% sul conto: la parte obbligazionaria e le quote comprate più in basso attutiscono. A fine anno, con il prezzo ancora a −5%, il piano è a +8% rispetto a quanto versato, perché ha comprato più quote nei mesi bassi. Il prezzo medio che ha pagato per le quote azionarie è circa 84. Se il prezzo tornasse a 100, il piano varrebbe circa 2.680 euro, +12%.
Cosa ha fatto Marta nei mesi bassi? Ha letto la frase, ha controllato il foglio (lo stipendio c’era, il fondo era intatto) e ha lasciato partire i bonifici. Non ha venduto, non ha cambiato fondo, non ha raddoppiato.
A fine anno le azioni valgono circa 1.634 euro su 2.594: il 63%. Per tornare al 60% basta destinare i versamenti dell’anno dopo alla parte obbligazionaria finché i pesi si avvicinano, oppure vendere circa 78 euro di azioni. Marta sceglie la prima strada: non vende, non genera plusvalenza.
| Quando | Cosa |
|---|---|
| Ogni mese | Il bonifico automatico parte |
| Gennaio | Rifà il patrimonio netto e rilegge la frase a freddo |
| Gennaio | Controlla i pesi e ribilancia (con i nuovi versamenti) |
| Primavera | Dichiarazione dei redditi, con il report del broker se serve |
| Se cambia la vita | Rilegge piano e obiettivi con data |
Questo è il percorso: un foglio, un cuscinetto, un piano scritto a freddo, una frase, e un anno alla volta.