Cosa fare durante un crollo
- Nel calo la cosa più utile è non fare nulla di nuovo.
- Si rilegge la frase a freddo, si guarda il foglio di casa, si lascia stare il piano.
- I recuperi sono arrivati spesso quando nessuno ci credeva.
Il mercato scende del 20%, del 30%. Le notizie sono nere, il conto è rosso, l’app ti scrive. Questa lezione è la lezione 10 detta in pratica: una pagina da rileggere quel giorno.
- Non aprire l’app più del necessario. Il numero di oggi non aggiunge informazione al piano scritto.
- Rileggi la frase a freddo. La trovi in un posto che conosci, scritta di lunedì, con la data.
- Guarda il foglio di casa, non il conto titoli. Lo stipendio arriva? Il fondo di emergenza è intatto? Se sì, nulla di quello che serve per vivere è nel piano.
- Controlla che nel piano non ci siano soldi con una data vicina. Se ci sono, il problema non è il mercato: è che erano nel mucchio sbagliato (lezione 18).
- Se versi ogni mese, continua. Sono le quote più convenienti che comprerai; è l’unico momento in cui il PAC fa il suo lavoro.
- Non ribilanciare nel panico. Si ribilancia nella data scelta (una volta l’anno). Se in quel giorno le azioni sono scese, il ribilanciamento ti farà comprare azioni: va bene, è previsto.
| Il minimo | Cosa è successo dopo (S&P 500, sui prezzi, approssimato) |
|---|---|
| 9 marzo 2009 | circa +70% nei dodici mesi seguenti |
| 23 marzo 2020 | circa +50% in meno di cinque mesi |
| Ottobre 2022 | nuovo massimo a gennaio 2024 |
Non vuol dire che il recupero sia sempre veloce: dopo il 2000 ci sono voluti circa sette anni. Vuol dire che il momento peggiore per vendere è di solito quello in cui vendere sembra l’unica cosa sensata. Diversi studi mostrano che i giorni migliori di borsa arrivano spesso a pochi giorni dai peggiori: chi esce nel calo rischia di perderli.
| Si fa | Non si fa |
|---|---|
| Si rilegge la frase a freddo | Si cambia il piano nel buco |
| Si controlla il fondo di emergenza | Si vende “per fermare la perdita” |
| Si continua il PAC se il foglio regge | Si raddoppia con soldi che non ci sono |
| Si ribilancia alla data scelta | Si compra “il fondo che è crollato di più” |
Se per una necessità reale (un lavoro perso, una spesa grande) servono soldi, si usa prima il fondo di emergenza, poi gli obiettivi con data, e solo alla fine il piano lungo. Se il fondo non basta, la scelta di vendere è una scelta di liquidità, non di mercato: non è un errore, è il motivo per cui il fondo esiste.
Gli errori più comuni
- Controllare il conto più volte al giorno.
- Cambiare piano nel punto più basso.
- Comprare di più con soldi che servono.
In una frase: nel calo si rilegge, non si riscrive; il piano è stato fatto per questo giorno.