Il foglio del mese
- Prima di investire serve sapere quanto avanza ogni mese, con numeri veri.
- L’avanzo è la materia prima di tutto il percorso: senza, il resto è teoria.
- Il fondo di emergenza viene prima di qualsiasi investimento.
C’è una frase che si sente spesso, e non è falsa: i soldi fermi perdono valore. L’inflazione esiste, e mille euro di oggi fra vent’anni comprano meno. Il problema nasce da come si usa questa frase: diventa il motivo per aprire un conto titoli il giorno stesso in cui si è letto un articolo, prima ancora di sapere se a fine mese avanza qualcosa. È mettere il carro davanti ai buoi. Il carro è un fondo che può scendere. I buoi sono il foglio del mese.
Il foglio, in pratica
Il foglio non è un bilancio da commercialista. È un mese vero, scritto senza arrotondare per sentirsi in ordine. Prendi gli ultimi tre estratti conto e somma cosa è uscito davvero, non cosa pensi sia uscito. Ricordati delle spese che arrivano una volta l’anno (assicurazione dell’auto, bollo, un abbonamento annuale): dividile per dodici e mettile dentro.
In tutto il corso useremo un personaggio, Marta: dipendente, 30 anni, stipendio netto di 1.800 euro al mese. Il suo mese è questo.
| Voce | Euro al mese |
|---|---|
| Stipendio netto | 1.800 |
| Affitto | 600 |
| Bollette | 150 |
| Spesa | 300 |
| Trasporti | 100 |
| Tempo libero e varie | 150 |
| Totale uscite | 1.300 |
| Avanzo | 500 |
Quei 500 euro sono l’unica materia prima del corso. Se il tuo avanzo è 80 o è zero, non è una cattiva notizia sul percorso: è una notizia sul foglio, ed è da lì che si parte. Non esiste uno strumento finanziario che alzi lo stipendio.
Perché anche i 500 non sono liberi
Un mese va bene. Il mese dopo no: si rompe la caldaia, serve il dentista, un turno in meno in busta paga. Se quei 500 euro sono già dentro un fondo che in quel momento vale il 20% in meno, hai due strade, e sono entrambe brutte. Vendi, e trasformi un calo temporaneo in perdita vera. Oppure non vendi, e per pagare la caldaia ti indebiti.
Il fondo di emergenza esiste per non dover scegliere. La regola di partenza è tre mesi di uscite: per Marta 1.300 × 3 = 3.900 euro, su un conto che non oscilla (un conto corrente o un conto deposito libero). Non deve battere l’inflazione. Deve esserci il giorno in cui serve. È noioso di proposito: un fondo di emergenza che rende molto è un fondo che può anche non esserci.
Quanto ci mette Marta: 3.900 euro divisi 500 di avanzo fanno quasi 8 mesi. In quegli 8 mesi non investe nulla. Dal nono mese, con il cuscinetto pieno, l’avanzo può entrare in un piano.
| Situazione | Mesi di uscite | Per Marta |
|---|---|---|
| Dipendente con contratto stabile | 3 | 3.900 € |
| Contratto precario, o un solo stipendio in famiglia | 4–6 | 5.200–7.800 € |
| Autonomo o partita IVA | 6 | 7.800 € |
Gli errori più comuni
- Investire l’avanzo del primo mese, “tanto il fondo lo faccio dopo”.
- Scrivere il foglio una volta sola, sull’umore del giorno, e poi non aggiornarlo mai.
- Dimenticare le spese annuali, e scoprire a novembre che l’avanzo era più piccolo del previsto.
In una frase: prima il foglio, poi il cuscinetto, solo dopo gli investimenti; se l’avanzo è zero, il corso si ferma e si torna al foglio.